È martedì mattina e la sala d'attesa è vuota. Non c'è nessuno alle nove, non c'è nessuno alle nove e mezza. Il caffè si raffredda accanto alle riviste che nessuno sfoglia da settimane.
Controlli il telefono: nessun messaggio.
Controlli le recensioni su Google: ferme a due mesi fa.
Controlli la pagina Instagram: l'ultimo post ha preso quattro like.
Controlli di nuovo il telefono, come se nel frattempo fosse arrivato qualcosa.
Apri l'agenda della settimana scorsa, giusto per fare qualcosa mentre aspetti.
Il paziente delle 11 non ha più fissato il controllo.
Quello delle quattro aveva detto "le faccio sapere". Non l'ha più fatto.
Quello del venerdì ti aveva scritto una domanda. Gli hai risposto tre giorni dopo.
È facile guardare fuori dallo studio: le recensioni, il telefono, i social. Più difficile è riaprire quell'agenda e chiederti quanti di quei pazienti non sono più tornati.
Qui entra PappAI, con un compito preciso: il paziente esce dalla visita e riceve il piano quando è ancora motivato, non tre giorni dopo. La domanda del venerdì arriva il pomeriggio, e la risposta non aspetta il weekend.
Non è una scelta tra fare marketing o non farlo. È guardare prima se i pazienti che hai già restano, prima di cercarne di nuovi altrove. Se vuoi guardarci insieme, la prova gratuita dura 30 giorni.

